Sulle tracce degli Etruschi

Claudio Maccherani, Perugia, 2014

cenni storici sugli ETRUSCHI/RASENNA/RASNA

 

Omero (Iliade, libro XX, verso 216) riporta che Dardano fondò Dardania e i suoi discendenti fondarono Troia. Secondo Virgilio (Eneide, III 94 ss.; 154 ss.; VII 195-242; VIII 596 ss.; IX 9 ss) Dardano è figlio non di Zeus, ma del re etrusco Corito e della pleiade Elettra, figlia di Atlante; sarebbe giunto in Samotracia (isola greca del Mar Egeo a nord est dell’isola di Lemno, di fronte alla Tracia e all’Ellesponto) dalla città etrusca di Corito (Tarquinia).

Per questo motivo, dopo la rovina di Troia, gli dèi Penati della città imporranno ad Enea di ricondurre in Italia, a Corito-Tarquinia, i superstiti Troiani. Enea sbarcherà con i suoi alla foce del Tevere "etrusco" e lui stesso si recherà a Corito-Tarquinia, in Etruria, antica madre di Dardano e della stirpe troiana. Dardano è considerato un civilizzatore sul piano religioso: a lui si deve il culto del Palladio nella cittadella di Troia e l'introduzione del culto di Cibele in Frigia.

Incerta è l'origine del Etruschi (per i Romani)-Tirreni (per i Greci). Per Erodoto (V secolo aC) essi provenivano  dalla Lidia; per Dionigi di Alicarnasso (60 aC-7 dC) erano autoctoni dell'Italia; per Tito Livio (59 aC-19 dC) erano originari del Settentrione; per l'etruscologo Massimo Pallottino, nessuna di queste ipotesi si fonda su prove certe e indiscutibili; per Giovanni Feo "La civiltà etrusca non nacque a Lemno. L'isola fu occupata dai Tirreni verso il 1000 aC, nella stessa epoca in cui una parte di loro iniziava a migrare in Italia. Gli stanziamenti più antichi dei Tirreno-Etruschi vanno cercati nelle Anatolia costiera, la regione dell'attuale Turchia chiamata anticamente Lidia". Iscrizioni geroglifiche egizie parlano dei Tursha, un popolo del mare che gli Egizi conoscevano fino dal XIV secolo a.C. Gli Etruschi, in greco Tyrsenoi (col significato di "Tirreni" e poi "Etruschi" o "Tusci", abitanti della Τυρσηνίη, Türsenìe, "Etruria"), chiamavano se stessi Rasenna o Rasna. La radice RA è la stessa di RAMU (sacerdote di Mu), RAMA (settimo avatar di Visnu, 7000 aC) e RA o RHA (il dio sole egizio emerso dalle acque primordiali del Nun tra le corna della dea Mehetueret).

Sembra comunque che gli Etruschi, da qualunque parte giunsero in Italia centrale, rielaborarono in loco la propria cultura, inglobando  tradizioni della cosiddetta "civiltà villanoviana". Molti centri etruschi, tra i quali Volterra, Caere (Cerveteri), Tarch[u]na (Tarquinia) e Camars/Clevsin (Chiusi), furono la rifondazione e lo sviluppo di insediamenti villanoviani.

Come riporta Giovanni Feo, "si può pensare a movimenti migratori di proporzioni ridotte, composti da piccoli gruppi militari e sacerdotali sopraggiunti a occupare siti strategici già precedentemente usati come 'colonie', empori e teste di ponte sul territorio italica. Dal vicino Oriente sarebbe giunta sul Tirreno non un'intera etnia, ma delle elites composte da elementi della casta sacerdotale e aristocratico-guerriera che, in loco, avrebbero raccolto, unificato e diretto una federazione di etnie italiche". E ancora: "Essendo gli Etruschi un popolo di ceppo 'pelasgico' - nomade sia per terra che per mare - sono caratterizzati, come riconoscono tutti gli etruscologi, da un fertile sincretismo (politico, religioso, linguistico)".

La fase antica - villanoviana - va dal IX al VIII sec. aC. Dal VII al VI sec. aC si ha la fase cosiddetta orientalizzante, di massima espansione e influenza. Dal VI all'inizio del V sec. aC si ha l'età arcaica, periodo di grande ricchezza.

Fra il VII e il VI secolo a.C. si ebbe la piena urbanizzazione, prima in Etruria meridionale e in Campania, poi nel resto dell'Etruria e in Emilia. Grazie alle risorse minerarie, già sfruttate dai villanoviani, l'Etruria divenne sede di intensi scambi e commerci, soprattutto con i Greci della Magna Grecia e della Sicilia.

Come i Greci, gli Etruschi si organizzarono in città-stato, autonome e indipendenti, inizialmente governate da un  lucumone che fungeva da "re", ma che in seguito venne sostituito da regimi aristocratici, retti da magistrature collegiali.

Le città-stato più importanti costituirono una lega politico-religiosa, la  dodecapoli (12 città), i cui rappresentanti si riuniscono una volta all'anno al Fanum Voltumnae, nei pressi di Volsinii, un luogo sacro rimasto tuttora sconosciuto. Hanno fatto parte parte della dodecapoli (quando una ne usciva per declino o conquista romana, ne subentrava un'altra):

Arezzo Arretium IX   sec.aC  
Bolsena Volsinii novi III   sec.aC  
Cerveteri Chisra/Caere IX   sec.aC  
Chiusi Chamas/Clevsin/Clusium VIII sec.aC  
Cortona Corjtus/Crotone VIII sec.aC  
Orvieto Velzna/Volsinii veteres VII  sec.aC  
Perugia Perstie/Perusia VIII sec.aC  
Populonia Fufluna/Pupluna VIII sec.aC
Roselle Rusel VII  sec.aC  
Tarquinia Corneto/Tarch[u]na/Tarquinii IX   sec.aC  
Veio Veii IX   sec.aC  
Vetulonia Vatl/Vetluna VII  sec.aC  
Volterra Velàthri VII  sec.aC  
Vulci Velcha IX   sec.aC  

Altre due dodecapoli si formarono poi in Val Padana e in Campania quando gli Etruschi si espansero fra l'VIII e il VI secolo a.C.: la prima faceva capo a Bologna (Felsina) che teneva rapporti commerciali con i Greci tramite il porto di Spina sulla foce del Po; la seconda era guidata da Capua, una delle città più grandi di quel periodo, fondata dagli Etruschi nel 600 a.C., rivale delle greche Cuma e Napoli.

Il contatto con l'Oriente e la Grecia è intenso; giungono merci, artigiani, innovazioni tecnologiche (tornio, scrittura,viticoltura, olivocoltura). Gli Etruschi producono vino, olio e minerali (rame, ferro, piombo, stagno) arrivando in tutto il Mediterraneo, in competizione con Greci e Fenici. Alleati dei Cartaginesi, i rapporti con i Greci della Magna Grecia e i Celti padani erano più problematici e conflittuali.

Gli Etruschi esercitarono su Roma una forte influenza culturale, tanto che Roma fu governata da alcuni re (gli ultimi tre) di origine etrusca: dopo Romolo (I, 753-716 aC), Numa Popilio (II, 715-673 aC), Tullio Ostilio (III, 673-641 aC) e Anco Marzio (IV, 641-616 aC) i re etruschi furono Tarquinio Prisco (V, 616-579 aC), Servio Tullio (VI, 579-539 aC) e Tarquinio il Superbo (VII, 539-509 aC).

Sebbene la cultura etrusca fosse influenzata da quella greca, gli Etruschi si allearono con i Cartaginesi per contenere l'espansione coloniale dei Greci e nella grande battaglia navale di Alalia (Bastia, Corsica) del 540 aC sconfissero i Greci di Massalia (Marsiglia), dopo di che la Sardegna andò ai Cartaginesi e la Corsica agli Etruschi. Verso la fine del VI secolo a.C. la potenza degli Etruschi cominciò a  declinare: nel 509 aC i Romani scacciarono l'ultimo Tarquinio il Superbo, provocando la reazione etrusca: Porsenna, lucumone di Chiusi e capo della dodecapoli, assediò Roma e la sottomise per diversi anni, lasciandole però il suo ordinamento repubblicano. Nel 474 aC gli Etruschi subirono una durissima sconfitta dai Greci di Siracusa a Cuma; in meno di un secolo l'Etruria campana fu conquistata da Sabini e Sanniti, mentre quella padana fu invasa dai Celti. Nel 396 aC i Romani, dopo una guerra di dieci anni, conquistarono Veio e cominciarono l'avanzata verso nord mentre i Galli occupavano la Val Padana, ponendo fine al dominio etrusco in quella zona. Nel III secolo aC i Romani conquistarono tutta l'Etruria.

Nel 296 aC gli Etruschi si ribellarono a Roma e, alleati con Umbri, Sanniti e Galli, la affrontarono, ma furono sconfitti nella battaglia del Sentino (antica città Umbra tra Camerino e il lago di Polverina), così come furono nuovamente sconfitti, insieme ai Galli, nel 285 aC.

Le città stato non riuscirono a organizzare una valida resistenza ai romani e una ad una furono sconfitte. L'ultima a  cadere fu Volsinii  (Orvieto) nel 265 aC.

La civiltà etrusca, tuttavia, non svanì. I Romani assimilarono usi, tecniche, conoscenze e culti degli Etruschi, traendo vantaggio dal rapporto con questo popolo molto più civilizzato e progredito di loro.

Gli Etruschi erano ottimi ingegneri (acquedotti, cisterne, canali, irrigazione, pozzi, tecniche costruttive, arco, volta, tegole e coppi), ottimi metallurgici, sopraffini orafi. Tra l'altro, drenarono la valle paludosa di Roma e costruirono la Cloaca Massima, tutt'ora perfettamente funzionante.

La donna etrusca, a differenza di quella greca o romana, godeva di grandi libertà, tanto che greci e romani stigmatizzarono questo fatto considerando le donne etrusche prostitute. Le donne avevano un ruolo di primo piano nella società etrusca: partecipavano a tutti gli eventi pubblici, ai banchetti sedevano assieme ai loro uomini sui letti conviviali, potevano vestire in modo spregiudicato, erano istruite, comparivano sullo stesso piano del marito nei sarcofagi funebri e spesso le persone erano individuate affiancando il matronimico al patronimico.

 

Per avere un sintetico, ma esauriente, quadro cronologico riepilogativo sugli Etruschi si veda

"La vita quotidiana degli Etruschi"

Jacques Heurgon

Il Saggiatore, Milano

(prima edizione 1963) terza edizione 1974, pp.24-26

 

  

by Claudio Maccherani, 2014